non abbiate paura

1.11.2012

Giovanni Tizian

Giovanni Tizian, 29 anni, collaboratore dal 2006 della Gazzetta di Modena, del quotidiano online Linkiesta.it e del mensile Narcomafie. ......


“Finora non ho ricevuto mai nessuna minaccia o intimidazione”, afferma, “al massimo qualche querela, ma ero tranquillo da questo punto di vista perché sono articoli supportati da atti. Insomma, ero sereno anche dopo tanti anni che scrivo di questi argomenti. Spero che la situazione si risolva presto, ma intanto continuerò a fare le mie inchieste e questo voglio che sia chiaro a tutti, anche a chi non piace il mio lavoro”.

10.22.2011

Catello Maresca

Il Ministero della giustizia ha ridotto la protezione ai magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata a Napoli: la domenica e dopo le 6 di sera devono cavarsela da soli. Tra loro Catello Maresca, che ha appena chiesto pene durissime per il boss Setola e l'ala stragista dei Casalesi. E che ora dice: «Posso soltanto incrociare le dita e rinchiudermi in casa. O cambiare lavoro» ............

9.17.2011

Peppino Impastato

L'appello di Giovanni Impastato da Repubblica.it ha già raccolto tantissime adesioni. "E' davvero uno scandalo - dice - che il casolare dove fu ucciso Peppino sia ormai trasformato in una discarica. Provo rabbia ogni volta che torno in quei luoghi di contrada Feudo, a Cinisi, mi sembra un'offesa ripetuta a mio fratello. Ma adesso so che la mia rabbia è condivisa da decine, centinaia, migliaia di persone, che da stamattina continuano a manifestarmi la loro solidarietà. Adesso, so che un'unica voce sta dicendo con forza: "Salviamo la memoria di Peppino, salviamo quel luogo dove un gruppo di assassini ha tentato di mettere fine alla speranza di questa nostra terra. Sono sicuro che Peppino non si sarà rassegnato, neanche nel momento in cui l'aggredivano. Non ci rassegnamo noi alla mafia e all'indifferenza delle istituzioni".

7.19.2011

Paolo Borsellino

6.05.2011

5.23.2011

Piero Grasso

Grasso: “Come dialogare con chi chiama i magistrati golpisti?”

Nel giorno della commemorazione della strage di Capaci, il Procuratore nazionale antimafia in un dibattito con il ministro della Giustizia usa toni forti: "Qui si parla di riforma del rapporto tra magistratura e politica e non di riforma della giustizia"

3.23.2011

Angelo Vassallo

Le indagini sull’omicidio Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso lo scorso sei settembre, potrebbero essere ad una svolta. Tre imprenditori e tre dirigenti pubblici della Provincia di Salerno sono i destinatari di una misura cautelare con arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Salerno su richiesta del procuratore Franco Roberti, per lavori pubblici mai eseguiti e liquidati dalla Provincia di Salerno. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza di Salerno. Le segnalazioni sui lavori pagati ma mai fatti era partita proprio dal primo cittadino del piccolo comune della costiera. ..........................

3.02.2011

Giuseppe Lombardo

Un proiettile di kalashnikov indirizzato al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo.

Questa volta, l’ennesimo messaggio mafioso al magistrato reggino è stato intercettato al centro di smistamento delle Poste a Lamezia Terme.

2.22.2011

Tiberio Bentivoglio

La ‘ndrangheta ha tentato di ucciderlo poco più di un mese fa, ma l’imprenditore di Reggio Calabria Tiberio Bentivoglio rifarebbe tutto. Ha denunciato i mafiosi che volevano chiedergli il pizzo e gli hanno incendiato la sanitaria che gestisce assieme alla moglie. .............

2.16.2011

Ercolano

"In tribunale si potrà vincere una battaglia, ma la guerra dobbiamo vincerla qui, in questa città, con le nostre coscienze. Facendo capire a questi signori che sono un corpo estraneo". ...........

1.20.2011

Giulio Cavalli

Accusa, denuncia, fa i nomi. Da anni punta il dito contro la criminalità organizzata mettendoci la faccia, nonostante minacce e intimidazioni. Ecco perché da due anni l’attore e consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli vive sotto scorta. Scorta che ora il ministero dell’Interno ha deciso di togliergli. Da oggi niente più protezione. Ma l’invito alla prudenza viene dallo stesso Cavalli: “Incagliarsi su questo particolare – avverte – sarebbe irrispettoso nei confronti dei molti che in prima linea rischiano quotidianamente la propria incolumità”. ........

12.13.2010

Palermo

I commercianti denunciano, 63 arresti
Il riciclaggio nei centri estetici più noti

Il pizzo pure su alcuni lavori all'aeroporto Falcone Borsellino. In manette gli uomini del mandamento di Tommaso Natale, ma anche sette insospettabili imprenditori che facevano da prestanome. Finisce in carcere Filippo Catania, titolare del notissimo centro benessere "O sole mio" di via Libertà, che sarebbe stato realizzato con i soldi del clan di Resuttana. Per l'inaugurazione, il boss Maurizio Spataro telefonò al fratello dell'allora presidente Cuffaro: "Ti faccio avere un invito anche per Totò"

di SALVO PALAZZOLO

11.22.2010

RadioSca

"Esprimo la mia solidarietà nei confronti delle tre giovani imprenditrici che hanno dato vita, nel difficile territorio di Scampia, a Radiosca". Ad affermarlo è Maurizio Moschetti, consigliere provinciale di Napoli(Pdl), in merito al rischio chiusura dell'emittente web radio di Scampia "RadioSca", situata all'interno di Piazza Telematica a via Labriola. Attualmente Radiosca, nata grazie ai contributi dell'incubatore del progetto "Casa della Socialità, risulta sospesa tra due sedi, una in cui non riescono più ad entrare in quanto sembra che la Napoli Servizi, proprietaria della sede, abbia fittato ad altri la struttura, l'altra che in effetti non é ancora disponibile e nella quale manca addirittura il cablaggio. .......

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11.17.2010

Ignazio Cutrò

AGRIGENTO - Aveva denunciato i suoi estorsori e, per questo motivo, era stato preso ancor più di mira dal racket che gli ha reso la vita impossibile. Dopo l'arresto di otto dei suoi aguzzini per il costruttore di Bivona (Agrigento), Ignazio Cutrò, 44 anni, la vita si è fatta maledettamente difficile. Un inferno. Soprattutto se lo Stato - come lui stesso denuncia - gli ha voltato le spalle, costringendolo a combattere da solo contro la mafia della Bassa Quisquina. .................

10.29.2010

Marisa Masciari

«Come mi trova? Ho preso qualche chilo». È bella, Marisa. Distante dalla figura prosciugata incontrata due anni fa in un bar di un luogo da tenere segreto, e anche il suo volto non si doveva svelare. L'abbiamo accompagnata quasi fino a casa, in treno, perché aveva tanto altro da dirci ma in realtà non voleva viaggiare sola. Anche oggi non si può scrivere dove abiti Marisa Masciari. «Tanto so» sorride lei «che chi vuole trovarci lo farà comunque». Marisa è una donna che ha vissuto tre volte. Le prime due, Io donna le ha raccontate nel 2008. Ora la terza riparte da un libro, Organizzare il coraggio (Add editore), scritto con il marito Pino per ripercorrere la loro storia e quello che chiamano «l'inizio». Che va in scena in una villa a due piani con giardino, il televisore ancora nel cellophan, il sole che ferisce attraverso le finestre senza tende. «Non le ho messe di proposito. Voglio guardare fuori». Nella sua prima vita, 13 anni fa, Marisa era dentista a Serra San Bruno, nel Vibonese. Moglie di un imprenditore edile che gestiva appalti miliardari. Case al mare e in montagna. Amici, rispetto. E la scure della 'ndrangheta sopra la testa. Il marito, Pino Masciari, si ribella e denuncia, fa condannare 41 affiliati alle 'ndrine più sanguinarie di 4 province e un magistrato. Diventa testimone di giustizia, "uomo morto che cammina" si dice dalle sue parti: il 17 ottobre 1997 fuggono all'improvviso con i due figli piccoli, nascondendosi in tre città diverse. Fantasmi, annullati e logorati da un rapporto difficile con lo Stato che deve proteggerli: scorte che non arrivano, o che per sbaglio lasciano piccoli segnali pericolosi in terra di 'ndrangheta. ...................

10.25.2010

Carolina Girasole

Legalità e futuro, le sfide lanciate dal sindaco di Isola Capo Rizzuto ...


Diventare sindaco con l’obiettivo di cambiare le cose in un paese della Calabria come Isola Capo Rizzuto, per chi ci vive e lo conosce veramente, non può che rappresentare un’impresa titanica. Una sfida davanti alla quale, però, non tutti rinunciano, perché, nonostante sia soprattutto il marcio a riempire le cronache, anche qui c’è gente che ha voglia di lottare, gente onesta, dignitosa e coraggiosa. È gente che, pur nella consapevolezza delle difficoltà, non considera l’impresa utopica, perché si lascia conquistare dalla voglia di mettersi in gioco, per provare a fare qualcosa di positivo per la propria gente e i propri cari. Ecco perché Carolina Girasole ha accettato, nel 2006, di candidarsi come sindaco di Isola Capo Rizzuto, dopo un primi rifiuti dettati, forse, anche dalla consapevolezza che le suggeriva di stare lontana dai guai. Perché lei, che la politica fino a quel momento l’aveva vissuta solo da spettatrice, ne è sempre stata convinta: “Qui c’è tanta gente per bene che aspetta di riscattarsi. Ha solo paura, è sottomessa ai giochi di chi ha in mano il potere e finisce per essere rassegnata. Questa gente non sa che c’è un’alternativa possibile e quando si trova nel bisogno cade, chiede i favori ai potenti che comprano il suo silenzio”. .........

10.18.2010

Lea Garofalo

MILANO - Sono sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere notificate nella notte nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa della collaboratrice di giustizia calabrese Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell'acido in un terreno a San Fruttuoso, vicino a Monza. Nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari si ritiene che l'omicidio della donna sia stato una vera e propria «esecuzione». Gli arresti sono stati eseguiti tra Lombardia, Calabria e Molise e sono in corso perquisizioni. ..............

10.11.2010

don Aniello Manganiello

NAPOLI - Per i parrocchiani della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza al Rione Don Guanella di Miano da oggi ed almeno per un po’ la messa avrà di certo un sapore strano. Ieri, difatti, dopo sedici anni, per l’ultima volta a celebrare messa è stato don Aniello Manganiello, il prete anticamorra obbligato a trasferirsi presso altra parrocchia per volontà dell’Ordine Don Guanella, nonostante le proteste di questi mesi messe in campo da centinaia di cittadini. Ed oltre un migliaio di fedeli sono accorsi ieri per salutare il parroco dalla voce tenue ma sferzante capace di far tremare la camorra. .........

10.07.2010

Rosaria Capacchione

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Ci sarebbe un piano delle mafie per uccidere il giudice Cantone e i pm Lari e Pignatone. Questo il contenuto di una missiva anonima, confezionato da mani esperte, recapitato nei giorni scorsi alla Procura di Caltanisetta, la stessa che indaga sulle morte di Borsellino.
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Giuseppe Pignatone

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L'arma non era in grado di sparare. Il lanciarazzi ritrovato, di fabbricazione slava, è monouso ed era già stato utilizzato. Il messaggio, tuttavia, è chiaro ed inequivocabile. La 'ndrangheta, con i suoi sistemi intimidatori, manda a dire allo Stato che può colpire il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, come e quando vuole. Non a caso gli investigatori parlano apertamente di un «messaggio grave ed altamente significativo sul piano criminale».

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... chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
Giovanni Falcone